Novità per la tutela dell’Ape Ligustica

Il giorno 04/03/2019 è stata infatti approvata la nuova legge “Norme per lo sviluppo, l’esercizio e la tutela dell’apicoltura in Emilia-Romagna” (il testo completo lo trovate qui). Con tale legge sono state introdotte rilevanti novità per quanto riguarda la tutela della sottospecie Apis mellifera ligustica. In particolare:

  • viene rinnovato l’intento di assicurare la conservazione di tale sottospecie autoctona con azioni finalizzate al miglioramento genetico, alla successiva diffusione del materiale selezionato a alla riduzione dei fenomeni di erosione genetica derivanti dall’ibridazione. Viene imposto quindi il divieto di svolgere attività di selezione e moltiplicazione di api regine e di materiale apistico vivo e di introdurre api di sottospecie diverse da Apis mellifera ligustica nel territorio della regione Emilia-Romagna.
  • possibilità da parte degli allevatori che producono e commercializzano materiale apistico vivo della sottospecie Apis mellifera ligustica, iscritti all’Albo nazionale degli allevatori di api italiane o ad altra Associazione di allevatori di api regine, di richiedere l’istituzione di zone di conservazione dell’ampiezza massima di 10 km di raggio attorno ai propri apiari destinati all’allevamento, riproduzione e fecondazione del materiale selezionato (in tali zone non è consentito allevare api diverse dalla sottospecie ligustica).
  • Inoltre, su richiesta motivata di uno o più allevatori di api regine della sottospecie Apis mellifera ligustica, iscritti all’Albo nazionale degli allevatori di api italiane o ad altra Associazione di allevatori di api regine, delle Associazioni ed Organizzazioni degli apicoltori e produttori apistici o di un Istituto di ricerca coinvolti in progetti di selezione e miglioramento genetico della sottospecie autoctona, possono essere costituite idonee zone di rispetto per la realizzazione ed il funzionamento di stazioni collettive di fecondazione, secondo i requisiti stabiliti dal Disciplinare dell’Albo nazionale degli allevatori di api italiane e sentito il parere della Commissione tecnica centrale dell’Albo stesso.

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